2014-11-27 23:30:00

Presentate oggi in conferenza stampa, le ragioni e le modalità di svolgimento dello sciopero indetto dalle categorie del lavoro pubblico e che riguarderà, lunedì 1° dicembre, scuola, università, ricerca, pubblica amministrazione, sanità, comparti della sicurezza. Previste iniziative in tutte le piazze italiane, a Roma palco in piazza Montecitorio con il segretario generale Cisl, Anna Maria Furlan.
"Uno sciopero per chiedere il rinnovo dei contratti, fermi da sei anni" - afferma il coordinatore della Cisl Lavoro Pubblico.Francesco Scrima - "e perché il governo apra il confronto su proposte che abbiano il segno di una vera azione di riforma e di innovazione, non quello a cui da tempo ci hanno abituati, cioè di taglio alle risorse, di penalizzazione normativa e salariale e di riduzione dei servizi"
In apertura della conferenza stampa Scrima ha denunciato la vera e propria consegna del silenzio che l'informazione, a partire da quella pubblica, sembra mettere in atto nei confronti di uno sciopero importante come quello del 1° dicembre, venendo meno persino al dovere elementare di una corretta informazione ai cittadini sui possibili disagi che quel giorno purtroppo potrebbero verificarsi.
Il tema è stato ribadito anche dal segretario confederale Maurizio Bernava, che ha denunciato come l'attenzione si rivolga “prevalentemente a uno sciopero con forti connotazioni politiche, trascurando quello che la Cisl ha proclamato su un tema squisitamente sindacale come il rinnovo dei contratti".
Durissimo l'attacco rivolto al governo dal segretario della Cisl Funzione Pubblica, Giovanni Faverin: "Scioperiamo per primi contro un governo incapace di dare risposte a tutti i settori della Pa. Contro ministri troppo spesso incompetenti che non hanno voluto trovare i soldi per iniziare a rinnovare il contratto a tanti lavoratori confinati e abbandonati sia a livello organizzativo che contrattuale. Sono loro a ostacolare l'innovazione e la crescita di produttività della spesa pubblica: ancor più, sono loro i responsabili di una spesa che cresce, nonostante siano diminuiti sia i lavoratori occupati, che i loro stipendi. La prova evidente che una politica fatta solo di tagli e di blocco dei contratti, ricca di ambizioni e povera di idee, non serve a rilanciare i pubblici servizi come leva di crescita e non aiuta nemmeno a contenere i costi".
Anche negli interventi dei segretari generali delle federazioni Biagio Papotto (Cis Medici), Antonio Marsilia (Cisl Università), Giuseppe De Biase (Fir-Cisl) e Pompeo Mannone (Fns Cisl) si è posto l'accento sul ruolo che la contrattazione può svolgere come fattore importante di sostegno a processi veri di riforma che devono riguardare la sanità, l’università, la ricerca e l’alta formazione, la sicurezza e il soccorso.
Comune a tutti la determinazione a rivendicare, con lo sciopero del 1° dicembre, un forte riconoscimento di dignità e valore alle diverse professionalità operanti nei settori: “Basta con la denigrazione dei lavoratori pubblici, basta con le campagne sui fannulloni, si riconosca il significato importante del lavoro pubblico come bene di tutti: si rinnovino subito i contratti”.

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